L’economia circolare è definita come “un sistema economico di scambio e produzione che mira a rendere efficiente l’uso delle risorse e a diminuire il nostro impatto sull’ambiente*. Dietro questa nozione si cela una sfida importante in termini di riduzione dell’inquinamento.

In questo articolo, scopri risposte concrete alle domande: Cos’è l’economia circolare? Quali sono le sue sfide? Come la legge francese la supporta?

(*fonte: Agenzia nazionale per l’ambiente e la gestione dell’energia)

 

Quali sono le sfide dell’economia circolare?

 

L’economia circolare si presenta come una risposta multicanale a due sfide importanti: l’ecologia e l’economia.

Il beneficio economico dell’economia circolare

L’economia circolare crea posti di lavoro, a differenza di un’economia in cui i rifiuti vengono semplicemente interrati o inceneriti. Il riciclo permette di impiegare tra dieci e cinquanta volte più persone, secondo una scheda tecnica pubblicata dall’ADEME. Inoltre, i materiali riutilizzati in un principio di economia circolare, come plastica, metallo o vetro, sono generalmente meno costosi delle materie prime provenienti da risorse naturali. Ciò consente alle aziende di razionalizzare i costi e, di fatto, di aumentare la loro produttività.

L’economia circolare e i suoi benefici per l’ecologia

Inoltre, i vantaggi per l’ambiente sono tanto più importanti quanto più il ciclo è virtuoso: più aziende contribuiscono all’economia circolare e ne traggono beneficio, meno risorse naturali vengono utilizzate.

Senza contare che le perdite energetiche sono ridotte e la produzione di rifiuti è razionalizzata.

Visti tutti i suoi vantaggi, l’economia circolare è quindi in forte crescita! Si inserisce perfettamente nel quadro della riduzione dell’impronta di carbonio, instaurando uno sviluppo sostenibile delle attività. Per aiutarla, la normativa è da tempo molto prolifica su questo tema.

 

L’economia circolare nella normativa francese

 

Cosa dice la legge sull’economia circolare?

La prima legge francese a dare grande importanza all’economia circolare è stata quella relativa alla transizione energetica per la crescita verde del 17 agosto 2015. Il suo Titolo IV avvia diverse azioni a suo favore, come obiettivi precisi in termini di riduzione della produzione di rifiuti.

L’8 gennaio 2020 è stato raggiunto un accordo per finalizzare il testo di legge relativo alla lotta contro lo spreco e all’economia circolare. Il sito www.vie-publique.fr fornisce un’analisi semplificata del suo contenuto, dettagliando quattro orientamenti principali:

  1. porre fine allo spreco per preservare le risorse naturali;
  2. coinvolgere gli industriali nella trasformazione dei modelli di produzione;
  3. rafforzare l’informazione per i consumatori;
  4. migliorare la raccolta dei rifiuti e, allo stesso tempo, lottare contro le discariche abusive.

Questa legge stabilisce anche diverse scadenze per divieti o obblighi. Tra questi figura in particolare la fine degli imballaggi in plastica monouso prevista per il 2040. A tal fine, sono state definite diverse tappe cruciali intermedie in base ai prodotti interessati. Ad esempio, dal 1° gennaio 2020, sono vietati alla vendita bicchieri, piatti e bastoncini cotonati monouso in plastica. Nel 2021, sarà la volta anche dei vassoi alimentari in polistirolo. Infine, l’estensione e l’armonizzazione delle istruzioni per la raccolta differenziata sono state fissate al più tardi al 31 dicembre 2022 per l’intero territorio francese.

Tuttavia, questa legge non è all’origine dell’economia circolare e si limita a stabilire una chiara tabella di marcia. Infatti, i diversi principi che regolano questo approccio sono definiti da più tempo e sono spiegati nel seguito di questo articolo.

Come si organizza l’economia circolare?

 

L’economia circolare è attuale e virtuosa nel suo funzionamento. Si oppone all’economia lineare, che è stata a lungo il modo di pensare e la logica in materia di produzione di beni e rifiuti.

Il sistema circolare confrontato al sistema lineare

Il sistema lineare esaurisce le risorse naturali, crea prodotti generando inquinamento, introduce l’obsolescenza programmata e produce numerosi rifiuti. Al contrario, il sistema circolare si basa sulla riparazione, il riutilizzo, il riciclo. Ciò lo rende più adatto a sostenere un approccio di sviluppo sostenibile.

Lo schema dell’economia circolare dell’ADEME

L’ADEME propone inoltre uno schema molto chiaro sul principio dell’economia circolare, dividendolo in tre ambiti, a loro volta suddivisi in sette pilastri in totale:

  1. L’offerta degli attori economici:
    • estrazione/sfruttamento e acquisti sostenibili,
    • eco-progettazione,
    • ecologia industriale e territoriale,
    • economia della funzionalità,
  2. La domanda e il comportamento dei consumatori:
    • consumo responsabile,
    • allungamento della durata d’uso,
  3. La gestione dei rifiuti:
    • riciclo.

La tendenza sottostante si basa quindi su una gestione più sobria ed efficiente delle risorse. Ciò presuppone una profonda modifica delle organizzazioni locali e globali, nonché dei modi di vita. Ognuno, al suo livello, può ridurre il proprio impatto sull’ambiente, sia nel modo di produrre, di consumare o di disfarsi degli oggetti che non gli sono più di alcuna utilità.

Per saperne di più sulla politica di gestione dei rifiuti di Flexico, visita la pagina Flexico, un attore eco-responsabile.

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