Un aroma è un composto volatile che permette la percezione del gusto e dell’odore di un prodotto. La conservazione degli aromi dipende direttamente dalla qualità dell’imballaggio utilizzato. Il contatto con l’aria ambiente è il primo responsabile della perdita aromatica di un alimento o di un ingrediente, ed è la barriera fornita dal packaging che permette di preservarne le proprietà organolettiche.

In questo articolo, scopri come ottimizzare la scelta del film di imballaggio e del sistema di chiusura per garantire la conservazione degli aromi.

1) Scegliere il materiale più adatto!

La conservazione degli aromi richiede l’utilizzo di un imballaggio dotato delle proprietà “barriera” adeguate.

L’utilizzo di un film barriera permette di proteggere un alimento dalle aggressioni esterne (ossigeno, umidità…), di mantenere l’atmosfera protettiva di un imballaggio prima della prima apertura, di conservare gli aromi all’interno della busta, di confinare un prodotto maleodorante (petfood…) o ancora di proteggere il contenuto dalla luce.
Due tipi di barriere sono comunemente ricercate: la barriera all’ossigeno e la barriera al vapore acqueo. Sono caratterizzate dalla quantità di gas che attraversa il film in condizioni di temperatura e igrometria definite.
La barriera più efficace è assicurata da uno strato di alluminio, seguono i rivestimenti minerali di ossido di alluminio o di silicio (AlOx o SiOx) che rimangono trasparenti, i film coestrusi con uno strato di EVOH, anch’essi trasparenti, i film metallizzati opachi, il PA che è molto efficace per un confezionamento sottovuoto, poi il PET (polietilene tereftalato). I film monomateriale PE o PP offrono una barriera al vapore acqueo soddisfacente ma una barriera all’ossigeno mediocre.
L’accoppiamento di diversi materiali rimane il mezzo più efficace per concepire economicamente un imballaggio per conservare gli aromi, ma deve essere utilizzato con criterio, poiché l’attuale stato della tecnologia non permette il riciclo dei film complessi.

Si ricorre talvolta all’utilizzo di una valvola, che assicura l’evacuazione dei gas rilasciati dal prodotto. Ad esempio, 1 kg di caffè appena tostato produce fino a 6 litri di gas, il che impedisce il suo confezionamento ermetico immediatamente dopo la tostatura. Era necessario uno stoccaggio intermedio prima del confezionamento, causando costi aggiuntivi e un impoverimento degli aromi. La valvola ha permesso un confezionamento ermetico che preserva il caffè dalle aggressioni esterne, lasciandolo al contempo respirare.
L’introduzione di ossigeno è impedita dal film barriera e dalla valvola monodirezionale.

Ridurre al minimo la quantità d’aria a contatto con il prodotto è la soluzione migliore per conservarne gli aromi. L’imballaggio flessibile (busta o sacchetto) diminuisce di volume man mano che si svuota, per contenere solo il prodotto e una quantità minima d’aria. Un imballaggio rigido (scatola o barattolo) al contrario, sostituisce il volume di prodotto prelevato con aria, che può alterare le qualità gustative del prodotto rimanente e accelerare il suo processo di invecchiamento. Questo spiega il crescente successo delle buste “Bag in Box” per il confezionamento del vino. Queste buste confezionano già il 40% del vino venduto in Francia, e questa cifra è in costante crescita, rivolgendosi ora anche a vini di qualità.

2) Ottimizzare il sistema di chiusura

Confezionato in un imballaggio ermetico dotato delle proprietà barriera necessarie, il prodotto vede la sua cinetica di degradazione rallentata, tanto più se è stato confezionato sottovuoto o in atmosfera modificata (azoto e/o anidride carbonica), il che permette un aumento considerevole della sua DLC (2) o della sua DDM (3), precedentemente chiamata DLUO (4).
Il sistema di chiusura di una busta di plastica ha un impatto diretto sulla durata di conservazione degli aromi poiché influenza l’ermeticità dell’imballaggio e riduce al minimo l’esposizione degli alimenti all’atmosfera esterna.
I diversi sistemi di chiusura di buste disponibili sono la saldatura, la piegatura associata a un adesivo, il legaccio in filo di ferro, il cordoncino, l’adesivo riposizionabile, la zip semplice o multipista con o senza cursore, il tappo…
Quando si tratta di un prodotto monouso, come ad esempio il pacchetto di patatine individuale, di snack, o di una preparazione predosata, sarà consumato interamente dopo l’apertura. In questo caso, una semplice saldatura è sufficiente per sigillare l’imballaggio e conferirgli il suo carattere ermetico fino all’apertura.

Per i prodotti porzionabili, che saranno utilizzati più volte in un periodo variabile, la scelta della chiusura sarà guidata dalla sua praticità, dal numero di aperture/chiusure, dalla durata di consumo dopo la prima apertura e dalla sensibilità del prodotto all’atmosfera. Un pacchetto di pasta da 250 grammi sarà consumato in una o quattro volte, e talvolta nell’arco di alcune settimane, ma poiché il prodotto si conserva a lungo senza degradarsi, una semplice chiusura per piegatura assistita da un adesivo è sufficiente. Del formaggio grattugiato, sensibile all’ossigeno, sarà idealmente conservato in una busta richiusa con una zip, così come il caffè, il cui aroma sarà preservato per diverse settimane.

Sviluppare un packaging che mira a preservare gli aromi di un prodotto non è solo un vantaggio commerciale, ma è anche una scelta sociale partecipando alla lotta contro lo spreco alimentare. Infatti, un prodotto che perde i suoi aromi troppo rapidamente ha più probabilità di essere gettato dopo pochi giorni per mancanza di gusto anche se è ancora commestibile. Per il 54% dei francesi, la riduzione dello spreco alimentare è un’azione molto importante da fare quotidianamente (1).

Se la conservazione degli aromi è una vera sfida per te, scopri le nostre soluzioni di packaging su misura, o contattaci direttamente! Per approfondire, scopri la Guida all’imballaggio sulla tematica della Sacchetteria.

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